Edizione IX – 2016

La IX edizione del festival “Teatro nelle cave”, riaccende i riflettori su una realtà particolarmente rilevante per Riano: quelle della cave di tufo, da sempre considerate una delle risorse economiche più importanti del territorio, trasformate in scenografia naturale con spettacoli di alto livello nel 2008. Questa significativa idea ci vedeva, già allora, promotori di una manifestazione che si presentava come più di un semplice evento: aveva l’obiettivo di restituire alle cave il ruolo di centralità, cambiando punto di vista, valorizzando l’area attraverso la cultura, con il progetto di un anfiteatro stabile, punto di riferimento del teatro di alto livello per tutta l’Italia centrale.

All’emozione di riprendere le sorti di un progetto così ambizioso, si coniuga la nostalgia per chi è stato tra gli ideatori di esso ed ha contribuito in maniera fondamentale alla sua realizzazione: Fernanda Adami, cara amica, concittadina attiva e attenta alle problematiche del territorio, oltre che a uno sviluppo compatibile, che oggi non è più con noi. È a lei, pertanto, che sarà dedicata la serata di chiusura di questa edizione, non solo in onore della sua persona, ma anche a dimostrazione del fatto che le idee, fino a quando trovano qualcuno che le porti avanti, non muoiono, così come le persone che in esse hanno creduto, e che continuano e continueranno sempre a vivere in noi.

Martedì 26 Luglio ore 20:30 “L’Uomo Perfetto” con Emanuela Aureli, Milena Miconi e Thomas Santu, regia di Diego Ruiz.

Esiste l’uomo ideale? Un uomo sempre allegro, che sa ascoltare, che non parla mai di calcio, che non dimentica i compleanni e non si scoraggia mai, pronto a prendervi in braccio al vostro ritorno a casa e far di voi il centro del suo mondo. Non esiste no… ma se lo costruissimo?

Giovedì 28 Luglio ore 21:15 “Concerto Lirico Vocale” dei Soprano e dei Tenori del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto “A. Belli”

Celebri arie d’opera interpretare dai vincitori del più antico concorso lirico, fucina dal 1947 di grandi voci.

Sabato 30 Luglio ore 21:15 “Il Grande Circo degli Incornati” di Davide Sacco, da antonio Petito con: Ilaria Ceci, Piero Grant, Matteo Mauriello, Francesco Russo, Eva Sabelli. Circensi: Costanza Bernotti, Alice Moracchioli, Shay Wapniaz. 

Partendo dalla “Tragedia a vapore” di Antonio Petito abbiamo provato a raccontare con musiche canti e risa il percorso del nostro tempo, dove la bellezza vien barattata con l’estetica. In un degrado economico-culturale molto vicino o quantomeno non lontano da quello che Brecht e Kurt Weill si trovano a raccontare, abbiamo provato a scrivere la nostra “opera da – forse – tre soldi”, con quel senso di malinconia e di tenerezza che era in Petito, ma con quella dignità e quella forza vicine a Brecht, Viviani e  Cantalamessa, tra la macchinetta e la ballata. Un racconto spettacolare, dove le acrobazie del circense si fondono con quelle dell’attore, dove la musica si fondono con quelle dell’attore, dove la musica e la canzone diventano parte integrante della parola, dove il pubblico possa sentirsi libero di essere pubblico e di capire quanto vuole capire. Un circo astrologico, dove tutto è possibile, dove non prevedi cosa potrà accadere, dove non prevedi più se ridere o piangere, e allora cominci a scegliere se ridere o piangere, per cominciare chissà, forse, una propria ricerca della verità e, allora, della bellezza.

Martedì 2 Agosto ore 21:15 il M° Guido Mazzella presenta “Viento da Napoli.a Siviglia… a Buenos Aires“. Serata in onore di Ferdinanda Adami

Progetto artistico Flamenco Tango Neapolis nato nel 2009 e diretto da Salvo Russo (musicista e compositore napoletano), che unisce il flamenco, il tango argentino e l tradizionale musicale napoletana in un’originale contaminazione di stili. Un viaggio in musica che parte da Napoli alla scoperta di un “altro” Sud, delle sue tradizioni, della sua energia e delle sue emozioni.  Le musiche (composizioni originali e arrangiamenti di Salvo Russo) rappresentano l’assenza di una contaminazione che sfoglia pagine antiche e le veste di nuovo, dando vita a sonorità originali ma sempre nel rispetto della tradizione. È così “Scalinatella” diventa musa che ispira la pasiòn flamenca, che “Cerasella” ricrea l’atmosfera delle milonghe argentine e che “O Guarracino” irrompe con tutta l’energia di una “Buliera napulitana” in una vera e propria “juerga flamenca”. I colori di Napoli, mescolati con quelli dell’Andalusia e del Sud America, esplodono musicalmente in scena creando atmosfere intense, arricchite dalla magia del baile flamenco e del tango argentino. “Viento” è un quadro dai colori vivaci, romantici e suggestivi che si rivela allo spettatore attraverso l’arte della musica e della danza, catturandone la mente e il cuore in uno spettacolo tutto da vivere.

 

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